Defelice Domenico – Francesco Pedrina
Francesco Pedrina
L’instancabile Domenico Defelice ci ha regalato un altro documento prezioso, che va ad arricchire la conoscenza dei personaggi che hanno contribuito alla storia della nostra letteratura. Francesco Pedrina è stato uno studioso e uno scrittore di gran valore. Ancora oggi, dopo 36 anni dalla morte, i suoi volumi di storia letteraria italiana e greca fanno parte del catalogo per le Scuole superiori dell’Editore Trevisini (come ha ben sottolineato la figlia Ilia nella sua interessante presentazione).
Defelice ha avuto la fortuna di conoscerlo e d’instaurare con lui un rapporto continuo nel tempo, anzi, un rapporto che nel tempo si è trasformato in un’amicizia affettuosa. D’altronde non poteva essere altrimenti, vista la potenza intellettiva di Defelice, associata all’amore per la letteratura e alla sua indiscussa professionalità.
Di questo lungo rapporto ha conservato tutte le lettere; una preziosa documentazione dalla quale si evince l’iter degli scambi concettivi/culturali tra il maturo studioso e il giovane Defelice, nonché emerge il sentimento amichevole che pian piano si rafforza sino a diventare vero affetto. Si ha pure la possibilità di conoscere il complesso ragionamento di Pedrina e di entrare nel suo intimo sentire, oltre che avere uno spaccato della storia letteraria del novecento. Vi troviamo, infatti, anche l’interscambiabilità con altri importanti nomi, come Ettore Serra, Carlo Delcroix, ecc.
Il Quaderno non contiene solo l’epistolario, bensì, nella prima parte, Defelice ha esposto mirabilmente l’evolversi degli incontri con i suddetti vari letterati, spiegando sia la loro personalità, sia il decorso delle loro opere. In modo particolare ha approfondito la produzione di Pedrina, così, anche chi non lo conoscesse, viene ad avere un quadro esauriente di questo gran personaggio. In Appendice poi, quando la curiosità del lettore è ormai accesa, il nostro Defelice ha avuto la bellissima idea di pubblicare il testo inedito “Nelle solitudini d’Albania (novembre 1918 – marzo 1919) ”, concesso dalla figlia Lia, in modo di poter gustare la scrittura di Pedrina e comprenderne tutto il valore.
Un nuovo elogio quindi a Defelice per l’impegno costante di tener vivo l’interesse per la cultura, per la sua passione e la sua bravura.