Defelice Domenico – Nino Ferraù

Nino Ferraù

L’instancabile Domenico Defelice arricchisce la sua produzione con un altro mirabile saggio dedicato a Nino Ferraù. Ci fa in questo modo conoscere (per chi non lo avesse conosciuto) e approfondire la storia di questo interessante personaggio, che va ad aggiungersi ai tanti altri da lui considerati.

Ferraù non ha avuto una lunga vita. Il suo cammino è terminato a 61 anni. Ciononostante, l’intensità con la quale ha vissuto, i continui spostamenti, la poliedricità del suo essere (poeta, scrittore, giornalista, critico, pittore, grafico) l’hanno annoverato tra le grandi figure del nostro Paese.

Defelice ha avuto la fortuna di conoscere personalmente tutti i personaggi di cui si è interessato e con essi ha sempre tenuto un epistolario che comprova la reciproca amicizia nonché gli interessi poetici e culturali. Di Ferraù molte lettere sono andate perse ma da quelle rimaste si comprendono molto bene la stima e la considerazione che aveva per Defelice, al quale confidava gli spostamenti, il suo pensiero, gli impegni culturali; un dettato molto amichevole nel quale non mancavano consigli di vario tipo.

In questo saggio Defelice valuta varie opere di Ferraù; sia libri di saggistica sia di poesia, e per ciascuno elabora un’analisi dettagliata per rendere evidente l’intento dell’autore, il suo modo di porsi, lo stile adottato (che spazia dal verso libero all’impeccabile metrica), l’amore per la natura e le tante emozioni del vissuto.

Defelice lo considera “uno dei più grandi poeti del Novecento”, oltre che un uomo sanguigno amato da molte donne per la sua personalità, ma anche attaccato agli affetti familiari. Come Defelice rileva, per Ferraù vi sono due tipi di amore (il sesso e il cuore). In ogni modo, i versi concernenti il rapporto uomo/donna non scadono mai nel carnale, anzi, esprimono un’atmosfera passionale d’intenso lirismo. Inoltre, molto importante appare per lui la figura materna. Tutto ciò è stato vissuto da Ferraù in modo quasi frenetico poiché con i suoi viaggi era in costante movimento raccogliendo emozioni positive e negative.

Appaiono pure i volumi curati da altri critici, come Anna Maria Crisafulli Sartori, Luciano Armeli Iapichino, e molto importante il giudizio di Francesco Pedrina. In questo modo il quadro si amplia e si completa dandoci una visione dettagliata della vita e dell’uomo Ferraù, il

quale era “orgoglioso di portare nel mondo la poesia e orgoglioso di essere poeta, perché reputava la poesia un’arte eccellente ad educare, più di qualunque altra disciplina, perché in grado di lavorare dall’interno dell’essere, sciogliendo i grumi del cuore.”

Dunque, un rinnovato grazie a Domenico Defelice per questo ulteriore tassello culturale.