Dzieduszycka Edith – Trivella
Trivella
Con un verso che si snoda al centro della pagina in un fluire intermittente e continuo, Edith Dzieduszycka propone un viaggio addentro l’esistenza umana e delinea una ricerca che oltrepassa la realtà. Il volume è suddiviso in due parti. Nella prima “Andata e ritorno” descrive uno stato di separazione: l’anima che fuoriesce dal corpo. E’ un’esperienza di premorte, raccontata da coloro che si trovano tra la vita e la morte a causa di un intervento, un incidente, o qualsiasi altra grave condizione. La descrizione lirica è talmente pregnante e vivida da farci pensare che lei stessa abbia provato tale esperienza. Il suo corpo astrale viaggia sopra la sagoma distesa sul letto ospedaliero, osserva i medici che si prodigano su di essa e poi si allontana sempre di più verso “dimensioni sconosciute”. Per il benessere provato e le strabilianti visioni, il ritorno nel proprio corpo fisico è oltremodo sgradevole: “Per me si era trattato / soltanto / di un andare / contro la corrente / dell’ineluttabile. / Di una mossa prepotente / per la quale li odiavo / adesso / con tutte le mie forze”.
L’originale svolta creativa, che dà forza a questo testo, è lo sdoppiamento del pensiero protagonista quando spiega ciò che è accaduto e ciò che pensano gli altri (in corsivo). Molto bello anche il monologo che scava sull’accaduto affrontando un discorso universale tra reale e irreale, ma che alla fine lascia un margine di mistero su ciò che si sente e ciò che veramente esiste.
Nella seconda sezione “Nulla per te” il viaggio prende una rotta diversa. Qui è palese l’impossibilità di un contatto con l’altra dimensione; l’anima non può sopravvivere. Per quanto si cerchi la strada della conoscenza, per quanta sensibilità poetica e artistica si possano avere, la forza terrena avrà sempre il sopravvento e le varie esperienze sono destinate a dissolversi nel nulla.
Molto pregnanti i versi finali che rappresentano metaforicamente l’albero biblico della conoscenza, con delle fortissime immagini che richiamano l’atmosfera dantesca. Adamo che dopo esperienze anche tragiche ritrova Eva (o l’uomo, la sua donna): “Lei / che lo aspettava // Lei / che egli aspettava // Appoggiata all’albero primordiale / come ne facesse parte integrante / come fosse lì / dall’inizio dei tempi / e per lui solo”. Ma tutto scompare nel nulla assoluto: “ successe che / mentre stava per toccarla // Vi fu // all’improvviso / un immenso bagliore // bianco / accecante // che avvolse / entrambi // nella stretta / gelida / del suo manto / di luce.”.
Nell’assieme, “Trivella” ci dona un’approfondita analisi sull’esistenza ed apre continue domande su ciò che è lecito o proibito, su ciò che l’uomo rappresenta, sul dualismo anima e corpo, sulla possibilità o meno che ci sia un “oltre”.