Di Iaconi Elsabetta – Camminerò
Camminerò
Con un verso conciso e ben strutturato, Elisabettea Di Iaconi ci offre la sua nuova silloge Camminerò. E’ un percorso esistenziale denso di emozioni, che richiede parecchia forza per affrontare gli accadimenti e superare i vari dolori. La scomparsa prematura del suo amato sposo ha, infatti, aperto uno squarcio che non si può rimarginare e lei si trova a dover cercare un possibile scopo per continuare: “Ricevo le ferite dei ricordi / e il colpo di una spada / che annulla la visione del futuro”.
L’atmosfera a volte è piuttosto pesante e provoca un senso di smarrimento di fronte ad una solitudine incolmabile, a un’anima pregna di nostalgia e di tristezza: “Non percepisco il palpito del mondo; / non riesco a sentire / il soffio di una rosa che si apre / al sole d’aprile; / non so l’argentea sinfonia degli astri.”.
E’ solo toccando il fondo del sentire che si può ricevere una spinta diversa: si cede e ci si lascia andare completamente o si cerca una via d’uscita per continuare il cammino. Così Elisabettea Di Iaconi cerca di trovare il coraggio per alleviare il suo stato d’animo: “Mi sento in uno scrigno dove scrivo / pagine di diario / stilate con l’inchiostro del coraggio.”. Con la sua energia interiore riesce a superare i momenti bui e ad avere una visione più rosea della sua condizione: “E’ il mio momento di aggrapparmi al tempo, / e di esplorare i viali / con animo solerte ed occhi attenti.” E’ la voglia di esplorare l’esistenza che la porta a dire: “Mi guiderà la mente / verso un itinerario di salvezza.”. Da questa decisione, la scelta del titolo Camminerò.
Elisabetta Di Iaconi, attraversando il tempo del ricordo, della nostalgia, del dolore, ha imparato ad accostarsi ad altri motivi di conforto. Tra questi vi sono gli amici, che possono allietarla in qualche modo con la loro vicinanza; la stessa poesia, quale dono per liberare le emozioni; l’aiuto divino, al quale chiedere conforto nei momenti più tristi. Inoltre, la contemplazione della natura la aiuta a scaricare le tensioni, poiché rispecchia la grandezza e il mistero della creazione: “Contempliamo ogni sera / l’intensa meraviglia di quel rosa! / E’ la nostra ricchezza. / E’ tutto ciò che possediamo al mondo.”.
Questa raccolta ci propone la maturità di una coscienza evoluta, che attraversando il dolore ha saputo cogliere una visione nuova dell’esistenza e assaporarne ancora i valori positivi cui aggrapparsi per non cedere.