Di Iaconi Elsabetta – La chiave ignota

La chiave ignota

Prima di entrare nel tema della raccolta di Elisabetta Di Iaconi La chiave ignota, che ha ricevuto il 3° premio al Città di Pomezia 2009, si deve rilevare la perfezione stilistica che produce una musicalità assoluta. Il verso presente in tutte le liriche è il settenario, che si alterna di solito con l’endecasillabo, a volte con il decasillabo e raramente con il senario, in modo che il canto si dilati e si restringa in una ritmicità altalenante dall’atmosfera carica di sonorità. Già questo è un notevole pregio poiché usare magistralmente la metrica è assai difficile, sposarla poi con un dettato concettualmente denso è il massimo. Pertanto, la Giuria del Premio Pomezia ha giustamente premiato tale abilità poetica. Elisabetta Di Iaconi è comunque già ben nota nell’ambito poetico/letterario, sia per le sue opere sia per le collaborazioni critiche con diverse Riviste letterarie, in primis Sìlarus.

Nella raccolta la poetessa si apre a diversi temi, che nell’insieme rappresentano la vita nel suo trascorrere. Gli elementi naturali assumono un grande rilievo e la Di Iaconi ci dona delle immagini vivide del creato e delle bellezze che ci circondano; soprattutto il mare è un elemento nel quale perdersi completamente. Al suo continuo movimento, alle mutazioni, alla vastità e al mistero della vita che si svolge nelle sue profondità, lei si affida. Un amore trasmesso dal padre, al quale dedica versi dolcissimi e velati di tristezza. Ma la figura paterna non è il solo pungente ricordo, poiché con la sua grande sensibilità e una vena di nostalgia si rivolge sempre al passato: “E dal nulla ritornano volti, / episodi soltanto pensati / dentro un’aura di allarme / o un brivido forte di gioia.”, e ancora: “Mi reggo a queste funi / e ascolto i canti uditi da bambina, / tra sfuggenti visioni: / pagine riassuntive d’una vita.”.

La poesia di Elisabetta Di Iaconi non rappresenta solo emozioni intime, bensì abbraccia molto spesso temi universali; il trascorrere del tempo e le motivazioni esistenziali raffigurano un continuo assillante movente di elucubrazione, nella ricerca di riuscire a trovare una possibile risposta alle tante domande che la assillano (e che ci assillano): “Ripensiamo al mistero / macerati da dubbi e tormenti, / ma la strada ci chiama / e avanziamo seppure stremati.”.

Nell’insieme una poetica densa e penetrante, limpida e dalla perfetta struttura, che fa riflettere e che avvolge con un superbo canto.