D’Episcopo Francesco – Anima
Anima
Quest’anno il primo premio del Concorso di Pomezia Notizie è stato assegnato a Francesco D’Episcopo. Il poeta ha al suo attivo una rilevante attività di operatore didattico. La sua formazione scientifica legata alle lettere e alla filosofia lo ha impegnato nella scrittura di numerosi volumi e saggi, serviti per altrettanti numerosi convegni. Anche nel prologo di questa silloge l’autore ci spiega il suo sentire e nelle liriche che lo compongono troviamo il suo accostamento alla vita.
Egli si avvale di una struttura breve e compatta in modo che la sua voce arrivi diretta e semplice nel manifestare l’impatto che abbiamo con l’esistenza. Infatti, nei suoi versi è compreso tutto il percorso che intraprendiamo, dall’inizio alla fine. Con brevi accenni il poeta richiama la gioventù, gli amplessi, l’amore, il dolore, la vecchiaia e la morte. Ciò che si dipana tra le righe è la domanda che tutti ci facciamo: esiste l’anima? Siamo accompagnati da una parte spirituale o siamo solo materia che alla fine si decompone?
Nella poesia “Giocando a nascondino” D’Episcopo si rivolge a Gesù proprio per l’esigenza di capire dove sia collocata la sua presenza, visto che non si riesce a vederlo né a sentirlo: “Gesù, Gesù mio, dove sei, / dove ti sei andato a cacciare? / Ti ho cercato / e ti cerco ancora, / senza trovarti.”.
Al poeta forse resta solo la parola, l’unica che lascia una traccia indelebile del vissuto e l’unica che sprigioni ciò che veramente sentiamo. La poesia dunque rappresenta l’anima che cerchiamo ed è la prova di quel Fiato che si discosta dalla materia e che ci accompagna da sempre e per sempre, come ben si evidenzia in “Salvataggio”: “Parole mie, / fatemi compagnia, / non lasciatemi naufragare / nella tempesta; prendetemi e portatemi / in un ormeggio, / prima di ripartire / verso altri marosi, altri orizzonti.”.
Con questa raccolta, che esprime una profonda maturità, Francesco D’Episcopo ci ha regalato l’opportunità di farci riflettere su cosa siamo e perché viviamo.