Sassetto Francesco – Ad un casello impreciso
Introdotto da una preziosa ed esaustiva prefazione di Stefano Valentini, che aiuta il lettore ad addentrarsi nella tematica molto variegata di Francesco Sassetto, Ad un casello impreciso è suddiviso in cinque sezioni che nell’insieme sviluppano una matura e impegnativa visione sulla moderna esistenza. Sassetto, infatti, si pone di fronte agli eventi e ai sentimenti con un sentire proprio ma nel medesimo tempo universale.
Ogni sezione è accompagnata da citazioni che denotano il suo approfondimento culturale e letterario e ampliano il pensiero del contenuto. Il poeta si avvale di una struttura di ampio respiro e in certi punti il tono diventa prosastico; come ha ben rilevato Valentini, nell’avvolgere il lettore nella narrazione richiama lo stile di Pavese. Il verso in ogni modo è molto musicale, con giochi di rime e assonanze.
Sassetto ha molto da dire, poiché la sua sensibilità capta ogni particolare e l’esperienza del vissuto gli fa riscontrare i tanti errori e le varie problematiche della nostra società. Può quindi giudicare lucidamente, usando parole anche molto forti che evidenziano la sua amarezza e la rabbia verso certe situazioni. In questo contesto si apre al sociale toccando i temi dell’immigrazione, del degrado che dilaga in tutti i campi, di una quasi certa dissoluzione, della fatica di chi deve spostarsi per guadagnarsi il pane: “Noi siamo quelli che partono di notte, il vagone | sporco del regionale delle sei e venti ci carica | dagli imbuti neri dell’inverno di strade | senza nome, stralunati e lenti, le bocche | livide che stentano a parlare impastate | di sonno e caffè bevuto in fretta. “. Ma non solo, perché per toccare i vari punti e addentrarsi nell’analisi ci vorrebbe molto più spazio.
Non si possono in ogni modo tralasciare le liriche che parlano d’amore e che Sassetto ci offre come un magnifico bouquet. In queste si può riscontrare la profondità del suo sentire, il suo porsi di fronte all’amata con un dialogo che travalica ogni consueta espressione sentimentale. Lo stesso dicasi per Venezia, proposta con l’occhio severo di un figlio deluso: “Città senza futuro né presente, bordello, | giostra e baraccone, senz’anima, senza battito | vivo d’esistenze, città impotente che sei di tutti | e di nessuno, prostituta ciarliera d’altra vita | ma fedele ogni notte al suo lampione.”. Nel libro sono incluse pure due bellissime liriche in dialetto veneziano, per non scordare che egli coltiva e produce anche nella lingua madre.
Quest’ultimo lavoro è dunque importante e solo leggendolo si può ricavarne appieno la grandezza. Lo stesso Valentini lo definisce “Magnifico”. D’altronde, Sassetto è già ben conosciuto nell’ambito letterario ed ha già ricevuto diversi importanti riconoscimenti.