Izzi Ruffo Antonia – Desideri
Il Croco – I quaderni letterari di Pomezia Notizie – Dicembre 2011

Con la silloge Desideri, Antonia Izzi Ruffo ha meritato il 3° Premio Città di Pomezia 2011.
Diverse sono le liriche che richiamano il titolo dell’opera, nelle quali il verbo “vorrei” è prevalente, e molti sono i suoi desideri, tra i quali il voler raggiungere o cambiare qualcosa, oppure addentrarsi in una diversa realtà per sconfiggere il peso del quotidiano. Ma Antonia Izzi Ruffo spazia in tutte le problematiche esistenziali con uno spirito integro e aperto agli altri, e con un amore profondo per la natura che la circonda, come si evince dalla lirica “Dolce emozione”: E’ palpito / brivido (dolce emozione!) / entrare in te, / mia natura: è come scivolare / nel caldo refrigerio / del mare di luglio, / tornare / nel seno materno.
Molti sono pure i ricordi che albergano nel suo cuore, come l’immagine del tempo passato quando “Felicità splendeva sui nostri visi, / di rossore colorati, come le ciliegie.” e la madre porgeva le ciliegie raccolte con fatica lungo dirupi: “Per dirupi s’inerpicava e chine scoscese, / più d’un chilometro a saltelli / gioiosi percorreva.”.
L’uomo amato è colto nella sua totalità, pur non essendo il fantastico amore che forse esiste solo nei sogni, ma proprio per la concretezza della sua presenza la lontananza è frutto di afflizione: “Non sei ancora partito / e già cominciamo ad aspettarti, / a contare alla rovescia / il tempo che manca al tuo ritorno.”.
Ci sono altresì momenti di tristezza e a volte una certa angoscia per il timore dei tanti mali che ci affliggono e per il martirio sopportato da chi giace all’ultimo stadio in un letto d’ospedale. Sorge così il desiderio di poter cambiare il mondo, ma alla fine la poetessa comprende che il senso della vita è dato proprio dai tanti contrasti che ci circondano: “Nel variegato di luci e ombre, / tinte ed umori, cadute e riprese, pianti e sorrisi, lotte continue, / di brutto che si fa bello, di odio che diventa amore, di cammino verso la speranza/ è il senso nostro, autentico di vita.”.
Anche se l’attuale società ha stravolto i ruoli antichi dell’uomo e della donna, si possono trovare ancora momenti di felicità dall’amore per i propri cari, anche solo per sentire la voce dei figli al telefono. E se vi è uno stato di tristezza, è presto alleggerito dallo stupore per la bellezza di qualche scena giornaliera: “Nugolo sfrenato di rondini / nel limpido mattino d’estate. / M’invita a danzare.”. In questo modo l’esistenza procede, tra alti e bassi, gioie e dolori, in attesa che arrivi la morte: “a prepararsi all’arrivo di COLEI / che senza distinzione / il fiore miete selvatico / e quello coltivato.”.
L’incontro magico con la Poesia è descritto con molta intensità nella lirica “Correvo con lo zefiro”, dove Anna Izzi Ruffo, ancora bambina, riceve il dono dell’ispirazione. Dono che ancor oggi non l’ha abbandonata.
Laura Pierdicchi
POMEZIA NOTIZIE – 2-2012