De Luca Liana – Michelstaedter

Continuando il percorso saggistico intrapreso per l’Editrice Genesi nella collana Check-in, Liana De Luca ci dona un ulteriore approfondimento valutando un personaggio non molto conosciuto ma che ha lasciato un segno nella cultura goriziana. Michelstaedter, infatti, è stato il maggior letterato di Gorizia, sua città natia.

Oltre le sue opere, per altro tutte postume, spicca la sua complessa personalità che alla fine lo porterà al suicidio. Dopo essersi accostato ai maggiori pensatori greci e indiani e aver prediletto i più grandi scrittori classici, Michelstaedter ha elaborato la concezione della nullità dell’esistenza. Rinunciando alla Rettorica, sposa la Persuasione come “…estrema coscienza di sé, che giunge a comprendere come il proprio io contenga tutte le cose. Persuasione è infine quel tentativo di possedere interamente se stessi, destinato in definitiva a soccombere di fronte all’ineliminabile manchevolezza della vita.”, come ha ben sottolineato Liana De Luca, che in quest’analisi ha scelto di rilevare soprattutto la parte emotiva dell’autore. Risulta così un’angoscia esistenziale. La consapevolezza che si nasce solo per poi morire, e che tutte le azioni perdono di significato poiché sono destinate a perdersi nel nulla. Tutti cercano di illudersi dando valore alla propria vita ma solo persuadendosi che l’individuo possiede tutto in sé e che è padrone di ogni suo gesto e pensiero, si può trovare una certa forza.

Nel dispiegare questa tesi, Liana De Luca dimostra nuovamente la grande capacità di cogliere l’essenza del pensiero. La sua è una disamina che si affianca alla teoria dell’autore elaborando un ulteriore pensiero filosofico. Oltre “La persuasione e la rettorica”, l’opera più importante di Michelstaedter, De Luca considera anche “Il dialogo della salute” e diversi testi poetici, affinché si possa conoscere meglio questo interessante autore. In effetti, a ogni lirica segue una dettagliata analisi che oltre a definire la sapiente e ricercata tecnica strutturale impiegata da Michelstaeder, svela ancor più il suo animo. In questo modo emergono anche le contraddizioni, l’amore per il mare e il fuoco, che vanno ad aggiungersi alla passione per il disegno (con risultati senz’altro interessanti) e per lo sport. Una personalità dunque versatile, ma la viva intelligenza a volte gioca in negativo e corrode la mente. Considerando pure che in quel tempo nell’ambiente triestino ribolliva un magma di culture diverse e imperava il pensiero di Freud e del suo allievo Weiss, si può comprendere l’inquietudine esistenziale di Michelstaeder.

Riguardo al suicidio, ben ha rilevato Liana De Luca nell’affermare che “…Ed è tuttavia, il persuaso, un trionfatore che non si avvede dell’essenziale incongruenza esistente fra ciò che ci si propone di ottenere (il dominio del tutto) e i mezzi messi in opera per il conseguimento del voluto (il raggiungimento di unità-identità del tutto che blocca definitivamente la pretesa stessa del dominio). Donde l’inevitabile scacco è il suicidio.”.   Bisogna pertanto riconoscerle il merito di aver riportato alla nostra attenzione, con questo pregevole saggio, il pensiero e la vita di un personaggio senza dubbio degno di essere ricordato.