D’Incecco Lina – Colori e stupori della vita e della natura

Colori e stupori della vita e della natura

Il quarto premio Città di Pomezia 2020 è stato assegnato a Lina D’Incecco per la raccolta Colori e stupori della vita e della natura.

Con una tematica variegata, la D’Incecco ci propone la sua visione riguardo a ciò che di bello è stato creato sia dall’uomo sia dalla natura. In primis la figura di Leonardo Da Vinci, il genio strabiliante che abbiamo avuto, creatore di pura bellezza e di invenzioni tanto innovative, da risultare ancora moderne. Un altro fiore all’occhiello dell’Italia è la Ferrari e la poetessa trasmette appieno la sua ammirazione per tutti coloro che ruotano attorno alla “bella macchina sofisticata”. Da “Quel team di diavoli rossi” ai campioni che la pilotano e che accendono la passione sportiva dei fans.

Quando s’immerge nella natura la D’Incecco descrive delle immagini amene: il filare di oleandri che a guardarli “è vedere la festa ridondante / della stagione calda / che sa trovarsi lo spazio / anche nella ruvidezza / di un quotidiano afoso.”; il mare, da lei tanto amato, che si riveste di colori diversi a seconda del momento e dal quale prende forza “In esso traggo vigore, / dallo stillicidio / dei pensieri / trovo rifugio”.

Lina D’Incecco trova ispirazione anche nei momenti meno belli e i suoi versi allora infondono tristezza. In “Anzianità” vi è tutta la rassegnazione di una vita ormai vicina al traguardo, ma vi è pure una nota positiva “Una mano frettolosa / lo getterà via. / Tornerà a nutrire / la terra. / Non è stato inutile / il suo giorno”. Solo infinita amarezza invece in “Coronavirus”, dove vi è dolore e disperazione. Il virus che ha fermato il mondo, quando colpisce gravemente non lascia speranze e la morte diviene un passaggio crudele: “Soli, in anonimo silenzio / lasciano la vita. / Su camion militari / l’ultimo viaggio.”.

E’ meglio soffermarsi sulle bellezze della natura, stupendoci dei colori meravigliosi che ci propone anche quando la mano dell’uomo la ferisce gravemente: “I disastri ambientali / sono le conseguenze / del nostro agire. / La natura sa riprendersi / la rivincita.”. E’ con questa nota di speranza che la D’Incecco ci ha proposto la sua raccolta.