Mazzarino Giuseppe – Trapassato remoto

Portofranco – collezione Delphinus – 2005

In questa raccolta Giuseppe Mazzarino propone una serie di liriche scritte molti anni addietro, e ne consegue che il titolo sia “Trapassato remoto”. Addentrandosi nella lettura si sente veramente l’atmosfera di un tempo passato. Le liriche rappresentano sentimenti giovanili, fatti e personaggi del secolo scorso, quando il poeta viveva la sua giovinezza con gli amici del liceo. Erano gli anni del sogno, della speranza e del fervore poetico. Gli anni in cui la passione per il giornalismo lo portò a fondare un giornale, “La sferza”, dove poteva esprime appieno il suo pensiero.

Sono liriche dalle forti emozioni, talvolta ricche di momenti negativi o crepuscolari: “E sento che io anche/ andrò a fecondare col mio corpo/ le odiose colline/ a far più ferace la terra, / e marciranno le mie ossa/ nella fanghiglia/ insieme ai resti delle antiche tombe.” Anche le poesie d’amore contengono una dolce aria nostalgica e  un puro sentimento: “Quanti ricordi gradevoli suscita/ l’autunno indorato dai raggi del sole/ il sorriso/ di una bionda ragazza ridente/ al mare increspato, alle nuvole,/ al vento, ai giorni di città, al niente…” Del resto Mazzarino si è laureato con una tesi sulla poesia crepuscolare ed inevitabilmente la sua poetica risente di questa propensione. L’andamento strutturale è ben definito e la musicalità giocata all’interno del verso risulta molto piacevole. 

Con “Trapassato remoto”, ha certamente voluto fissare il momento più importante del suo transito, quello in cui la vita acquista un valore assoluto; infatti, di solito la giovinezza è un periodo speciale, dal quale attingere le emozioni più intense e i ricordi più belli, ma nel quale ci si possono permettere anche dei momenti di struggente malinconia.

Laura Pierdicchi

In TARANTO SERA – 6/9/2005