Onano Rossano – Mascara
Il croco – I quaderni letterari di POMEZIA – NOTIZIE – Ottobre 2011

Il Premio Città di Pomezia 2011 è stato assegnato alla silloge Mascara di Rossano Onano, che al suo attivo ha una prolifica produzione ed è molto noto nell’ambito poetico/letterario.
Come di consueto, egli spazia in diverse tematiche ed essendo medico psichiatra ha una profonda conoscenza del “sentire” e delle relative conseguenze comportamentali; è una professione che richiede molta serietà e responsabilità, ed è forse per questo che pone in contrasto un tono marcatamente ironico alla sua poetica.
In apertura di questo suo nuovo lavoro troviamo atmosfere dell’ambiente marino, ma Onano non prende in considerazione le bellezze naturali del mare, bensì lo popola di svariate presenze. Tra queste prevale la donna, sia essa sirena, sia la ragazza, sia la vergine bruna, etc. Molto varie e sapienti le metafore, e serpeggia una forte sensualità, che a tratti sfocia in un esplicito richiamo erotico: “alle ombre assenti di mezzogiorno / la creatura scioglie il perizoma, chiama / i naviganti fra le braccia bionde, / scioglie al vento la tenera chioma.”. Ma troviamo pure un pirata, il codice della marina, un personaggio d’epoca, etc.
L’attenzione di Onano si sposta poi nell’ambito cittadino e ne rileva gli aspetti più squallidi. In primis la prostituzione che dilaga in tutte le sue varianti: dalle escort ai viados, alle extra comunitarie, e così via. E continua ancora a spaziare sino a richiamare Narciso, Rembrant, Gedeone, per terminare addirittura con Armagheddon: “Il celebrante solleva l’ostia immacolata / nel campo di Armagheddon deserto di fiori.”.
Sono liriche dal respiro breve ed è nella concentrazione del dettato che si acquisisce la rilevanza del messaggio. Il tono ironico e distaccato, a volte giocoso, rende ancor più evidente la gravità contestuale. Come un bravo artista sa far risaltare i dettagli dell’opera con il suo personale tratto pittorico, così Onano, che ben conosce le debolezze umane, sa rilevarne i punti più oscuri e nevralgici, tanto da arrivare a dire: “Quello che l’uomo fa è sempre peggio /di quello che gli uomini dicono di lui. / Viceversa le donne sono inattaccabili / abitano l’attico della torre di Babele.”.Mascara, quindi, è una raccolta molto interessante e variegata, nella quale si colgono diversi aspetti della nostra società e della nostra vita. Le liriche provocano delle immediate sensazioni, e non si può fare a meno di porsi delle domande. Una raccolta che ha senza dubbio meritato il Premio conseguito.
POMEZIA NOTIZIE – 1-2012