Oreto Giuseppe – Domina Donna Dono
Genesi Editrice 2014 – Pagg. 144 € 14,00

Il nuovo libro di Giuseppe Oreto “Domina Donna Dono” è suddiviso in sei parti. Già questo determina un’opera complessa e densa di concetti ed emozioni, che si dispiega nelle 144 pagine del volume. Oreto, tramite uno stile impeccabile, adotta varie metriche: endecasillabo, settenario, novenario, alessandrino e verso libero; quasi una rapsodia che risponde al suo stato d’animo e al bisogno espressivo del momento.
Nonostante le sei sezioni, l’unica costante di “Domina Donna Dono” è la donna: la moglie adorata, di vitale importanza, che comprende il tutto e s’intreccia con l’amore per la poesia. E’ un canzoniere di alto valore sentimentale, che non scade mai nel sentimentalismo, anzi, il “sentire” è sempre giocato in modo razionale e lascia al lettore spazi interpretativi per un sicuro coinvolgimento.
Il poeta si rivolge costantemente a questa importante figura che riesce a mutare il suo umore e dare luce alle sue giornate. E’ talmente importante che senza la sua presenza Oreto si lascerebbe sopraffare dalla depressione, o addirittura da uno stato di angoscia. Ciò determina un rapporto veramente unico e strabiliante, nel quale la donna assume un grande valore, sia come figura angelica, sia come compagna di vita, sia come amante desiderata: “Concentrare tutte le parole / di questo libro in una sola: tu.”.
La donna è presente anche nella seconda sezione, dove il poeta entra nel ricordo e descrive i giorni trascorsi a Tarantonio con bellissime immagini del territorio, ad esempio i pini lungo il sentiero di casa che si staccavano dal resto del paesaggio piuttosto arido: “Soltanto i verdi pini erano illesi: / gli aghi secchi ardevano al suolo, / ma i fusti si slanciavano al cielo / come le dolci tue ali distese.”. Oppure, la vista mozza fiato dalla costa delle Eolie. Proprio a queste isole Oreste dedica la terza parte del suo lavoro, con dei “Versi eoliani” che trattano momenti ed emozioni vissuti sempre assieme alla sua donna durante un periodo feriale. Sono versi molto intensi, ricchi dei meravigliosi colori naturali delle isole, che trasmettono appieno un’atmosfera quasi paradisiaca.
Nella sezione “Canti dell’amore nuovo” emerge un altro tema, e Oreto cambia il registro poetico. Qui esprime un senso di disagio, o meglio un travaglio spirituale poiché la moglie si avvicina sempre di più a Dio ed egli è contrastato da un sentimento di possesso, anzi, di gelosia, che s’incrocia con il desiderio di riuscire a credere e di poter accogliere il dono della fede. In questa ricerca seguono i versi della quinta sezione che descrivono un periodo di vacanza trascorso dai coniugi “Sulla riva del Garda”, dove il poeta ha la possibilità di colloquiare con un sacerdote ed è ancor più travagliato dal credere o non credere, ma alla fine una grande luce lo accoglierà donandogli quella speranza di “verità” tanto attesa.Nell’ultima sezione, Oreto si addentra in un discorso poetico/filosofico, e se anche qui vi sono dei riferimenti alla donna, il tema principale è l’importanza della poesia, delle vibrazioni sensoriali che solo chi la ama può comprendere: “Così delicata la poesia / che un alito di vento la scompiglia. / Ma chi ne scopre il fascino vi trova / il mondo: la vita fatta parola / balza dal foglio diventando immagine.”. Ed è solo attraverso la poesia che si può scoprire “L’anima delle cose” e staccarsi dalla materia.
VERNICE 2015