Pignatelli Luigi – Anima di latta

Hermes Editore  2007

“Anima di latta” è la seconda pubblicazione proposta dal ventenne Luigi Pignatelli, un volume di ben 268 pagine. Giovanni Amodio, nel prezioso saggio critico che introduce l’opera, contrappone l’affermazione di Charles Péguy, il quale non considera poeta un uomo di vent’anni, all’esempio significativo della grandezza di Arthur Rimbaud. Questo per evidenziare che il senso artistico e l’ispirazione poetica nascono con l’individuo, e se questi li coltiva, o meglio, sente l’urgenza di proporsi, a volte può arrivare ad alti livelli sin dalla giovane età. Così è per Luigi Pignatelli, non solo poeta ma anche attore ed autore teatrale.

Il corposo volume è articolato in numerose sezioni (S-a-l-d-a-t-u-r-e), ognuna delle quali introdotta da una pagina che porta il magico segno di Grazia Lodeserto, assieme ad una citazione, un pensiero o qualche verso di noti personaggi. Già dal titolo si evince che l’anima è protagonista, vista però attraverso una concezione metafisica che la rende materica (di latta), in modo da poterla analizzare, esporre e denudare mediante una lastra (S-a-l-d-a-t-u-r-a); uno screening atto a rilevarne ogni particolare.

Amodio, dopo aver redatto un’ampia relazione sulla poetica di Pignatelli, per dar modo al lettore di comprenderne interamente l’intento, dispiega il contenuto di ogni singola sezione. Le sfaccettature di questo lavoro sono molteplici. Il poeta si avvale di una struttura in movimento: brevi strofe distanziate, versi isolati che corrono a destra, poi ritornano o si fermano al centro, spesse volte segmentati; il tutto a generare un ritmo disarmonico secondo l’esigenza di descrivere o d’incidere. In questo modo, le situazioni, le emozioni, le elucubrazioni psicologiche e filosofiche, assumono rilievo e si fissano nella mente del lettore.

Pignatelli si trova sulla linea che segna il confine tra l’età spensierata della giovinezza e quella più matura della crescita, così il suo pensiero si divide tra le forti emozioni adolescenziali e le incognite del tempo futuro. Inoltre, subisce un impatto negativo dal mondo adulto e le problematiche attinenti. E’ perciò travagliato da diversi impulsi e il suo stato d’animo può subire sobbalzi umorali improvvisi. Non manca neppure un certo pessimismo.

Sebbene il testo segua un itinerario personale, tramite l’osservazione pungente dei vari contesti e la ricerca di motivazioni universali, il discorso si espande per poi riunire in un complesso unitario le diverse esperienze. Per “L’anima di latta” di Pignatelli ogni “S-a-l-d-a-t-u-r-a” simboleggia un nuovo motivo di riflessione, un rinnovato aprirsi ad avvenimenti, ulteriori difficoltà e relativi turbamenti; il tutto secondo uno schema ben progettato.

Il libro meriterebbe un maggior approfondimento; pertanto, se ne consiglia la lettura per comprenderne appieno la complessità. Tuttavia, un cenno a parte merita l’ultima sezione, nella quale si trovano delle liriche scritte in francese, inglese e spagnolo (con relative traduzioni), e un testo in prosa dal contenuto molto forte. Una prova ulteriore della capacità di questo giovane autore, che certamente non passerà inosservato.

ULTIM’ORA – ARTE E CULTURA 8-12-2007