Marinò Campo Rita – I giardini delle tortore

La poesia di Rita Marinò Campo è intrisa di lirismo; il canto scorre fluidamente di verso in verso, dall’inizio alla fine senza mai una pausa, ed è ricco di sonorità. Non vi sono rime, ma un’attenta scelta di parole, che nell’insieme formano uno spartito musicale. Sembra che la poetessa sussurri con dolcezza il suo pensiero, ma nel frattempo la profondità concettuale lo fissa pesantemente. In questo modo, al primo impatto la sua poetica appare di facile lettura, mentre ci si accorge continuando a dover tornare spesso indietro per apprendere bene il suo intento; difatti, Marinò Campo non evidenzia mai direttamente il problema ma lo riveste di metafore e spunti ispirati, cosicché il significato si dilata e può essere frainteso. Forse è un’astuzia per non scoprirsi troppo, per lasciare che il lettore percepisca secondo la propria sensibilità.

L’autrice ha al suo attivo una copiosa produzione (opere di poesia e narrativa), è già nome noto e molti suoi lavori sono stati tradotti all’estero. In questa nuova raccolta si coglie la condizione di una donna che ha ormai vissuto i momenti più importanti della vita, che ha assaporato la gioia e provato il dolore, e che ormai attende il fluire dei giorni con un po’ di rassegnazione: “Ora le attese hanno chiuso le porte | e l’emozione sferza la sfera dei Cristi | tormentati, ma al cambio delle lune | fisserò la mia dimora tra i covoni.”. In ogni modo la resa non è mai completa perché la forza d’animo di chi ha saputo veramente amare e soffrire sprona a trovare ancora dei momenti positivi: “Qui odo dei passi solitari e un canto | stordito di salmi, come un profumo| di pane che si spande nell’aria dolce | della primavera, questo mi ridà le ali | e mi innamora ancora.”.

Il ricordo è vissuto con molta nostalgia ma anche come opportunità d’apprendimento: è lezione per cogliere la maturità con un arricchimento e una forza speciale. Vi è pure la fiducia in un Cristo salvatore, che aiuta sicuramente ad accettare ogni situazione con uno spirito diverso: “…Piegata dal tempo | affronta a testa e croce l’ultima | lotta con la vita, mentre carovane | d’angeli la vestono da sposa sopra | un calvario che chiama Dio a testimone.”.