Marinò Campo Rita – L’allodola azzurra di cova

L’allodola azzurra di cova

La raccolta “L’allodola azzurra di cova”, edita da “portofranco” per la collana di poesia pugliese contemporanea “Delphinus” – nuova serie – diretta da Angelo Lippo, va ad aggiungersi alla copiosa produzione della Marinò Campo; infatti, l’autrice ha al suo attivo quasi una trentina di libri e spazia dalla poesia alla narrativa, e alla saggistica.

In quest’ultimo volume, che comprende ventidue liriche, la poetessa si apre ad una meditazione/dialogo e il suo canto scorre sulla pagina come un fiume in piena; i versi, nella maggioranza, sono endecasillabi. I componimenti richiamano la sua vena prosastica poiché il dettato non conosce stacchi, né silenzi; si snoda fluido dall’inizio alla fine quasi senza respiro. In tal modo il significato martella imperioso e non si può fare a meno di scolpirlo nella mente.

La Marinò Campo si rivolge sempre ad un interlocutore in un colloquio/meditazione che scava nel mondo degli affetti: il periodo lontano e fantastico della giovinezza, che lascia un solco nel cuore tanto che i ricordi a volte provocano struggimenti dolorosi “Erano nostri i giorni, il sole, il mare/ con noi volava desiderio e paradiso/ gettandoci alle spalle la tristezza.”; i primi giorni caldi d’amore “Sì, noi ridevamo con l’oro lucente/ sulla bocca, noi piangevamo alla parola: t’amo, quasi fosse una preghiera.”; il tempo attuale ricco d’angosciose domande, momenti di solitudine e di distacco “Avanza il tempo carico di addii/ verso l’estuario del silenzio”.

La grande sensibilità della poetessa si coglie da parole grondanti amore universale, pregnanti e cariche di significanza; e sebbene ella fatichi nel superare le problematiche esistenziali e alle volte si faccia prendere dallo sconforto, non dà mai sfogo alla disperazione. Alla persona cara che l’affianca chiede solamente che l’aiuti a proseguire, che le dia la mano, perché la forza dell’unione può fare miracoli: “Se verrai con me lì dove cielo e mare/ si fondono in un unico colore, dove/ i petali intensi delle viole spandono/sulle reti fitte di muri calici/ di sole, io ti regalerò l’estate più calda / con il primo nido che ci colse l’amore/ nel tepore di uno stesso letto.”.  Un altro aiuto prezioso le viene dalla fede, che nasce genuina nel suo cuore e alla quale si aggrappa con fervore; un altro importante spiraglio di luce e di speranza.