Marinò Campo Rita – Non sporcate gli Angeli

Non sporcate gli angeli

Quest’ultimo lavoro della Marinò Campo, inserito nella prestigiosa collana Delphinus diretta daAngelo Lippo, è un toccante poemetto che sviscera il gravissimo problema della pedofilia.

Con l’armonioso fluire del verso, l’autrice avvolge il lettore in una dolce musicalità, e il contrasto tra il ritmo delicato e il contenuto di fortissimo impatto crea una notevole suggestione: “Lo strazio più forte è l’impostura / quando vengono usati violentati, / ingannati da sfoghi di brame cieche / e scellerate, nell’ora spezzata dai deliri / sopra una terra arsa di peccato.”.

La Marinò Campo è sempre molto attenta a quello che succede nel mondo e fa suoi i tanti problemi che assillano i nostri giorni; in questo modo non può fare a meno di soffrire, e vorrebbe poter migliorare ogni situazione. Lo strumento a sua disposizione è la parola, con la quale riesce a toccare altissime vette, con la quale può esprimere tutto il suo sgomento e nello stesso tempo consigliare un modello di vita diverso. La sua fede è profonda, e l’amore per Dio è la sua salvezza; lei canta quest’amore e vorrebbe che tutti lo conoscessero, e soprattutto che sapessero perdonare: “Perciò non cantano più le rondini / e accrescono il silenzio e la follia / e Dio perdona ancora per salvare.”.  Satana, invece, è il padrone dei nostri giorni. Il male si dilata sempre di più e l’uomo ne è sempre più schiavo. La pedofilia, appunto, è uno dei peggiori peccati poiché uccide l’infanzia, rovinando una vita a volte per sempre, e la poetessa non può fare a meno di gridare il suo disgusto e di lacerarsi l’anima.

In “Non sporcate gli angeli” ha fatto emergere ogni particolare. Ha scavato in profondità per chiarire ogni atteggiamento di un istinto devastante che rovina i bambini, da lei giustamente paragonati agli angeli: “Non sporcate i bambini sono angeli, / nessuna ragione può giustificare / il male o l’istinto animale del corrotto.”. Credo, per finire, che nessuno possa stare tranquillo leggendo i suoi versi.