Salanitri Anna Maria – Dove si perde la memoria
“Il Croco” 2003 – Pomezia-Notizie
Nella silloge “Dove si perde la memoria” Anna Maria Salanitri oltre a scavare nei ricordi, annota momenti di vita, ritratti ed emozioni.
La sua ricerca indugia in pensieri psicologici e la sua forza espressiva è messa in risalto dall’incisività del verso. La poetessa non ama dilungarsi ed è proprio nella sintesi che il contenuto diventa più pregnante, come per esempio nella lirica “La casa del dono”: “Ho smesso di aggiornare il registro/ della partita doppia: / so che mai si chiuderà / in pareggio/ e non importa / giacché abito/ la casa del DONO.”.
La sua poetica ruota attorno ad un mondo specificamente femminile, sia per quanto riguarda il dettato sia per il modo di sentire; infatti, solo il cuore di una donna può lasciarsi andare a certe dolcezze: “Eugenio, guarda la luna/ con tutte le sue stelline/ come bambine/ intorno alla mamma…”. E in questa raccolta la Salanitri rende evidente proprio il suo sentire, forse per capire di più il mistero della vita. Alla fine la domanda più difficile è quella di poter conoscere anche l’incognito: “Quanto mi resta?/ Un anno, cinque anni,/ dieci anni, o forse mesi, giorni/ non si sa. / L’ho chiesto al merlo,/ quello con il becco arancio/ che da una settimana/ chiama la compagna/ col suo bay-pass incessante/ che buca l’aria intorno/ alla città aerea. / Ma non mi ha risposto/ e ha continuato/ il suo nervoso, martellante/ verso di richiamo.”.
Laura Pierdicchi
POMEZIA NOTIZIE – 2 – 2004