Salimbeni Sirio – Alti e bassi
Edizioni Polistampa 2002 – € 8,00

La prima vocazione di Sirio Salimbeni è stata la pittura, ed in “Alti e bassi” possiamo ammirare alcune sue opere, ma ad un certo punto l’artista ha sentito il bisogno di ampliare il suo discorso e si è avvicinato alla poesia; ha così pubblicato, sempre con le Edizioni Polistampa, una prima raccolta nel 1997 e la seconda nel 1999. E’ solo nella poesia che la parola assume un’importanza vitale, poiché l’ispirazione poetica può scavare in profondità e spaziare all’infinito rendendo partecipi i lettori del proprio mondo, mentre con l’espressione pittorica si può sollecitare solo la vista ed alimentare l’immaginazione del fruitore, secondo la sua sensibilità e conoscenza della materia. Salimbeni ha associato le due arti per comunicare di più e diversamente.
I suoi versi sono concisi e nelle liriche più brevi a volte quasi lapidari. Egli si rivolge spesso ad un interlocutore, al quale spiega ciò che è accaduto, accade o potrà accadere durante un’esistenza provata da illusioni e delusioni; quasi dei consigli per aiutare gli altri a comprendere la vita:”Mediate visioni/ Di scoscesi deserti/ Ci fan sognare di portare i Giorni/ Ove non si può credere/ Che uno scontro di forze/ Sia divenuto Vita”. Vi sono pure momenti di ricordo nei quali prendono valore gli affetti familiari ed i sentimenti che riscaldano l’anima, oppure diversi testi giocati con ironia: “Motivato e felice/ Attento a non battere il naso/ Negli usci semiaperti”; ma ciò che distingue la poetica di Salimbeni è l’effetto della scrittura, perché è come se egli dipingesse con la parola. Il suo dire è così diretto, immediato, traboccante di figurazioni e di colori, che prima d’intuirne il messaggio appaiono all’istante delle immagini, e in queste scene si sviluppa il dettato fissandosi doppiamente nella memoria.
Laura Pierdicchi
Silarus . N. 232 – 2004