Santinato Armando – Quell’ignobile gesto d’un tiro di schioppo

Con la silloge Quell’ignobile gesto d’un tiro di schioppo Armando Santinato segue il suo percorso poetico nel quale ispirazione, rimembranze, incontri e sentimenti, s’intrecciano in un canto cadenzato, un susseguirsi di distici e terzine che ricordano la poesia trecentesca sia per la musicalità sia per il dettato “ L’imago / non conturbar / o geloso destino // Amor che rispunti / l’insidia non temer / del falco vespertino”. In certi tratti il verso acquista una musicalità leopardiana: “Judith di quella estate / l’orma dei tuoi passi / ancor mi resta // sulla corteccia incisi / dall’occhio truffaldino// Il sole / sul mattino/ ai cipressi contendevi”. Continua pure il suo esclusivo porsi al componimento che prevede sempre, prima dell’inizio, versi di altri poeti o delle dediche, che servono da spunto per lo svolgimento del testo, e termina con il luogo, il giorno e l’ora della stesura, quasi a fissarlo indelebile nell’album del tempo.
Molto importante per Santinato è la figura femminile: quasi tutte le liriche sono dedicate a donne, con le quali il poeta ha tessuto momenti amichevoli o amorevoli, oppure hanno influenzato la sua fantasia, ispirandolo poeticamente. E’ un canzoniere ricco di emozioni, le quali denotano uno stato d’animo ancora giovanile che ama sognare e palpitare. Serpeggia tra i versi anche un velo d’ironia, soprattutto quando abbraccia la polemica: “ Bugiarda / se dici non essere gelosa // divino sentir / la gelosia… / Non c’è dono più bello / che due corna nel cervello”.
La struttura poetica è di medio/largo respiro ma non mancano testi lapidari e toccanti, come quello autobiografico “Herman” “Herman / questa è la fine // Gli ultimi battiti d’un’attesa / sempre sospesa sul filo della vita.”. Infatti, seppure l’animo di Santinato sia incline a cogliere momenti lieti, al lettore attento non sfugge una velata malinconia poiché l’inevitabile passare del tempo incide notevolmente e fa sì che i ricordi, anche i più cari, restino racchiusi nello scrigno prezioso del passato.
Nel libro è presente anche l’ambiente lagunare, dove Santinato ha vissuto ed è particolarmente legato, e Venezia, città unica per incontri soprattutto femminili che l’hanno acceso emotivamente: “Dina / ancor serbi / quel rossetto / sul ponte di Rialto // il primo bacio / che sapeva di primavera”.
Nell’assieme si respira un vibrare intenso di sentire, una ricerca della bellezza sia femminile (esteriore e interiore), sia di tutto ciò che lo circonda, un bisogno di dare e ricevere amore (anche in senso lato). Inoltre, si capta l’animo del poeta ricco di religiosità. Egli, difatti, ha una profonda fede, che l’ha spinto a conoscere in dettaglio la storia della Chiesa, degli insegnamenti biblici e teologici. Soprattutto, gli ha insegnato ad aprirsi alla vita con semplicità e armonia.
Come lui stesso ben dice: “Perché io canto / pure con una corda soltanto / sull’arpa della vita.”.
Laura Pierdicchi
TALENTO – 2018