Santinato Armando – Trattato lirico di cocente nostalgia

Genesi Editrice –  Ottobre 2015 – Pagg. 128 

Armando Santinato ci propone la nuova raccolta Trattato lirico di cocente nostalgia, che riprende il titolo del precedente volume Trattato lirico di cocente gelosia, uscito nel 2010, ma che si discosta sia per la qualità del sentimento sia per l’atmosfera più serena.

La personalissima poetica di Santinato è sempre accompagnata da dediche o citazioni che precedono ogni componimento; inoltre, alla fine vi sono il luogo e la data precisa in cui è stato scritto, quasi a suggellare il momento dell’ispirazione. Non si tratta però di un momento sporadico, bensì il suo accostarsi alla scrittura si sussegue di giorno in giorno e certi gruppi di liriche sono stati scritti in uno stesso giorno. Ciò denota un sentire costante, una continua propulsione che solo un animo poetico può provare, e di sicuro Santinato è poeta sensibile e originale.

La sua è una voce limpida e sintetica, che non cerca virtuosismi letterari, ma si presenta con un delicato lirismo, ricco di sonorità, in una struttura suddivisa in terzine e dittici, in modo che il silenzio tra gli spazi crea un suggestivo motivo di ulteriore concentrazione.

I quarantasei personaggi considerati da Santinato hanno condiviso qualche passo della sua esistenza, lasciandogli delle emozioni che ora rivivono e che il poeta esalta nel dettato lirico. E’ dalla loro personalità (siano essi scrittori, religiosi, figure femminili, ecc.) che Santinato prende lo spunto ispiratore  creando per ognuno un discorso diverso.  Il libro dunque è ricco di emozioni, che risultano anche molto intense per la genuinità del ricordo, che rivive intatto a distanza di tempo, e il sentimento per Santinato è sempre “cocente”, sia che si tratti di gelosia sia di nostalgia. Cambia solo il dato anagrafico: la gelosia è frutto di un’età giovanile mentre la nostalgia riflette un pensiero maturo. In questo modo il verso si addolcisce e si porge al lettore in maniera soffusa, pur coinvolgendolo con un profondo sentire.

Santinato ha radici venete. Venezia e la sua laguna sono sempre presenti perché i ricordi d’infanzia sono tra i più toccanti e di conseguenza la nostalgia si fa più acuta. Troviamo pure immagini familiari e ricordi di anni scolastici che rievocano un tempo lontano e che suscitano anche una certa malinconia. Diverse liriche parlano d’amore, sentimento dal valore primario e sempre presente nei libri di Santinato. Egli lo esprime nelle diverse sfaccettature: dall’incontro idilliaco a quello carnale. Il suo dire però si sposa a uno stile elegante e armonioso, che ricorda in certi tratti la poesia trecentesca.

Nel complesso, questo suo nuovo lavoro descrive un itinerario autobiografico che diviene universale per l’impostazione del dettato poetico rivolto al passaggio terreno di ognuno di noi, compreso l’ultimo traguardo della morte. Un dettato ricco di lirismo, dove la nostalgia allaccia emozioni gioiose e dolorose, ricordi e sentimenti. Santinato avvolge il lettore con la delicata sonorità del suo verso e lo coinvolge appieno. 

Laura Pierdicchi

VERNICE – N.53 – 2016