Santoro Mastantuono Rita – Un respiro un sogno una parola

Il titolo di questa raccolta della Santoro Mastantuono rivela già un’atmosfera singolare; infatti, inoltrandosi nella lettura, si è rapiti in un canto che prosegue armonioso e fa vibrare le liriche di un acceso lirismo. Inoltre, l’ambiente abbonda d’immagini paradisiache per le quali la poetessa adopera una tavolozza ricca di tonalità e sfumature.
La Santoro Mastantuono racconta con la memoria degli occhi (purtroppo da anni è non vedente), e forse è proprio per questo che le forme, gli oggetti, la stessa rappresentazione scenica, assumono una notevole forza immaginativa: tutto si accende di luce creando un fascino particolare. Per lei la natura ha un’importanza considerevole, in essa può abbandonarsi fiduciosa e inebriarsi dei vari profumi; può farsi sfiorare dal vento oppure illanguidirsi al sole; e nel fitto silenzio può rievocare attimi, sogni e palpiti d’amore: “…Dolcissimo nel pugno / Il silenzio / Colmo delle parole più belle / Delle frasi mai dette / Guancia a guancia percorrendo / Strade mai percorse. / Soltanto un punto / Focalizza l’occhio / Da cui partire insieme / Per scomparire / In un oceano d’amore”:
Per la Santoro Mastantuono, un altro punto di riferimento è l’amore materno, per il quale si annulla diventando “Tronco di sostegno” e si accontenta “D’un solo tuo sorriso” per essere felice. Un amore, dunque, più importante della sua stessa vita. Ma la sua grande sensibilità non può tralasciare i problemi concreti, quelli che assillano i nostri giorni, come il terrorismo e la guerra. Per questi mali, il suo cuore di donna si dispera e invano ella grida l’angoscia che l’opprime “…Nessuno sa cosa sia / Dall’anima gemente / Il tuo grido – o Donna – Nell’ incubo trainante / Della terra che vacilla sotto i piedi…”. Giungono così momenti di desolazione e solitudine con gli inevitabili cedimenti; e in questi momenti l’autrice si abbandona alla tristezza sentendosi come “Una barca in quiescenza”. Resta in ogni caso uno spiraglio di speranza che le dà modo di riordinare i pensieri e riprendere a cantare: “…Di volatili pensieri in fuga / Piano piano depositando il mio seme / Tra parole sconnesse / Ricostruendo la mia vita / Sollecitandomi a vivere”.
Forse il messaggio che la poetessa vuole trasmetterci è proprio quello di non disperare mai, qualsiasi problema ci presenti la vita.
Laura Pierdicchi
In ULTIM’ORA – 28/4/2003