Scarselli Venerio – Ascesa all’ombelico di Dio
Genesi Editrice 2012 – Pagg. 112 € 11,00

In Ascesa all’ombelico di Dio Venerio Scarselli, prendendo aspirazione dalla Divina Commedia, intraprende un viaggio alla ricerca di una possibile verità, e mediante il suo inconfondibile andamento poetico ci dona un’altra prova della sua bravura.
Come accadde al Sommo Poeta di ritrovarsi in una selva oscura e da questa iniziare un percorso nei vari gironi dell’aldilà, anche a Scarselli succede di trovarsi in un boschetto e di vivere un’esperienza ultraterrena. Il luogo però è ameno e il suo animo non è angosciato come quello di Dante, così si pone al racconto con un tono ironico e a tratti comico. In questo, Scarselli è un vero maestro. Anche Sandro Gros-Pietro, nell’analitica e preziosa prefazione, sottolineando la sua grandezza poetica rileva che “…il viaggio metafisico di Scarselli è il primo serio e drammatico viaggio ultraterreno ad essere condotto non solo in uno stile cosiddetto “basso”, ma con una concezione e con una soluzione decisamente comica.”.
Mentre passeggiava serenamente, il suo unico smarrimento è di sentire il bisogno di accostarsi all’idea di un’entità superiore, ma essendo uomo di scienza non può lasciarsi rapire dalla fede poiché il ragionamento prevale; non può quindi credere a un Dio che non ha mai visto. Molte domande lo assillano, ma le sue conoscenze scientifiche non gli permettono di dare una risposta logica alla parte spirituale.
E’ da questo forte contrasto che succede l’imprevedibile. Ad un tratto si ritrova piccolo come “un vero lillipuziano” e tutto intorno s’ingigantisce. Il boschetto ora sembra proprio una fitta selva oscura. Sgomento, cerca di capire razionalmente chi abbia provocato tale metamorfosi, ma dopo innumerevoli e affascinanti deduzioni deve arrendersi allo sbigottimento e all’evidenza. Il suo viaggio inizia in questo modo, e prima di orientarsi si trova di fronte a una mela dalle smisurate dimensioni nella quale scorge un cunicolo dove “… stava scritto su una targa/ ˵Anime fortunate voi che entrate˶” e con il suo spirito avventuriero non può fare a meno “… di varcare /quel buco tanto intrigante “.
In questo luogo, come nella Divina Commedia, vi sono delle presenze ultraterrene. In primis il baco-portinaio che gli spiega con cognizioni scientifiche, filosofiche e teologiche che si trova nientemeno che nel Cordone Ombelicale di Dio. Segue l’incontro con la madre defunta da anni, che lo turba, ma gli dà la speranza di un’esistenza oltre la morte. Però, non lo può aiutare, può solo incitarlo a correre verso una “Madre” che lo sta attendendo per illuminarlo sulla Verità.
Più avanti, infatti, avviene l’incontro con una creatura angelica, la Super Gemma (che rappresenta simbolicamente la moglie del poeta), con la quale Scarselli intrattiene un profondo colloquio filosofico. Essendo già ascesa all’Ombelico di Dio, può dare risposta a tutte le sue domande. Si apre così una disquisizione sulla vita/morte e materia/antimateria, ma la “Verità” spiegata dalla sublime Maestra non soddisfa la sua mente scientifica. Di conseguenza, in un sussulto di logicità si accorge di essere in un cunicolo “di comprovata provenienza terrestre”, e riprende correndo, anzi precipitando, il percorso a ritroso fino a ritrovarsi nel suo amato e concreto paesaggio toscano.
A grandi linee, questo lo svolgimento del Poema, poiché solo con la lettura si può comprenderne lo spessore. E’ impossibile difatti sintetizzare il vasto pensiero filosofico e scientifico di Scarselli. Alla fine ci si sente veramente illuminati da tanta cultura e infinita immaginazione.
Laura Pierdicchi
VERNICE – 2012