Sisto Aldo – Alti e bassi

Genesi Editrice – 2023

Con il volume Alti e bassi, Aldo Sisto ha meritato il Premio I Murazzi per l’inedito 2023 (Dignità di Stampa Poesia). E’ un libro molto articolato, suddiviso in nove sezioni. In questo modo la sua voce può spaziare in specifici argomenti, rendendo appieno il suo mondo poetico e il suo sentire.

In “Madre natura” Sisto evidenzia tutto ciò che ci circonda, immergendosi nella bellezza del creato: dalle foglioline, che tratta con una speciale tenerezza, allo splendore del cielo stellato e alla vastità del mare che porta all’infinito. E’ un canto alla natura, alla quale si rivolge come ad una donna amata: “Godo al prodigio dei tuoi baci / fremo allo scorrer di tue carezze / esulto al suon della tua voce / sono avvolto dal color delle tue vesti…”.  Sono liriche dove esprime tutto il suo coinvolgimento emotivo ed è anche una “Gioia infinita”: “Adagia il tuo manto / nel prato perlato di rugiada / ch’io possa stendermici / e godere il contatto col creato.”.

Nella sezione “Ohi vita, ohi vita mia” tornano con forza i ricordi del passato, recando un velo di malinconia ma anche la consapevolezza dell’affetto ricevuto e della spensieratezza dell’infanzia. La vita, in ogni modo, porta pure tanto dolore e risulta difficile affermare che è bella: “O Dio, quando farai esclamare / a tutti gli uomini / nessuno escluso / “La vita è bella?”.

Nella sezione “In memoriam” Aldo Sisto dedica alcune liriche ad amici perduti e alla madre. Tra gli amici vi è il poeta Armando Santinato (anche mio carissimo e compianto amico), con il quale ha trascorso in tanti anni un connubio d’amore per la poesia: “Sei partito col candore della neve / immacolata e pura / al par della tua anima.”.

In “Le pieghe dell’anima” il poeta s’inoltra nel mistero che va oltre la nostra fisicità. E’ un tema già esplorato in altri volumi perché la fede lo porta a cercare la possibile verità, con la certezza però che lo spirito sia insito nel corpo e che sopravviva in eterno. Sono liriche molto pregnanti e preziose: “Fugge l’anima e s’insinua tra la la luce e il buio / ove la luce si fa buio / e il buio si fa luce. / E fu luce!”. 

Nella sezione “La fiamma si va spegnendo”, Aldo Sisto rileva un certo malessere nel constatare che il tempo va ad esaurirsi e non sopporta  che degli uomini possano causare dolore ad altri uomini, come nella lirica  “Il campo di sterminio”,  dai toni molto forti:  “…Le scabre brande / non concedon ristoro / ai macilenti corpi / ove l’ossa rifiutan le carni / e si veston d’esangue pelle…”.

In “la superna sfera” troviamo delle liriche rivolte a Dio che segnano l’importanza e la grandezza del Creato. Tutto ciò che innalza lo spirito umano ma, nel contempo, il senso di desolazione quando si cerca Dio e non risponde: “Senza croce / perché Dio non è con me. / Son solo e Dio non è con me.”.

Nella sezione “Del mondo anima e vita è l’amor”, Sisto ci regala delle liriche che parlano d’amore, rendendo una dolce atmosfera che avvolge il sentimento più importante, quello che scalda i cuori e che non termina con la vecchiaia: “Tornate ad unirvi / amanti attempati / l’amor non ha tempo / l’amore non ha età”. In queste poesie scorgiamo anche la passione, il desiderio e la completezza dell’unione amorosa.

In “Pandemia” troviamo tre liriche dedicate al coronavirus, che descrivono appieno lo stato d’animo di quel terribile evento. Infine, nell’ultima sezione, “Il più e il meno della vita”, il poeta si introduce in un percorso esistenziale che mette in rilievo il trascorrere degli anni: vividi ricordi, ricerca dei tanti perché, momenti felici, solitudine e attesa di una fine sempre più vicina. Sono testi dai tratti filosofici che rappresentano il suo sentire ma che coinvolgono tutti noi.

Ho cercato di cogliere dei cenni del vasto pensiero di Aldo Sisto, poiché solo con la lettura del libro si può comprendere appieno il suo valore poetico.

VERNICE 64-2025